AREZZO, LA "DOPPIA MEMORIA" DI VERA VIGEVANI JARACH RIVIVE AL LICEO COLONNA

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da Segreteria

del lunedì, 26 gennaio 2026

 

Non è solo un esercizio di memoria, ma un atto di
cittadinanza attiva. In occasione del Giorno della Memoria 2026, il
Liceo "Vittoria Colonna" di Arezzo sceglie di raccontare una storia
straordinaria e dolorosa: quella di Vera Vigevani Jarach, la donna che
ha vissuto sulla propria pelle due delle ferite più profonde del
Novecento. L’iniziativa, curata dalla classe 5M del Liceo Linguistico
GCE (Metodo Rondine), sarà inaugurata il 27 gennaio presso la sede
principale dell’istituto. Un’installazione multimediale che non si
limita a esporre fatti, ma invita al movimento, alla sosta e, infine,
all’azione. Il progetto affonda le radici nelle aule scolastiche,
durante le lezioni di spagnolo del Prof. Errico Landi e della lettrice
Ana Victoria Guarrera. Colpiti dalla forza di Vera, scomparsa l'anno
scorso, i ragazzi hanno deciso di non lasciar cadere nel vuoto la sua
testimonianza. Seguendo il principio del "Take Action" del Metodo
Rondine, hanno trasformato lo studio teorico in un’opera concreta
volta a sensibilizzare i propri coetanei sulla trasformazione dei
conflitti. L’allestimento si ispira ai segnali del Parque de la
Memoria di Buenos Aires e intreccia i due fili rossi della vita di
Vera: L'orrore della Shoah, con il ricordo del nonno assassinato ad
Auschwitz. La tragedia argentina, segnata dalla scomparsa della figlia
Franca, vittima della dittatura.
 Il corridoio del secondo piano diventerà così un sentiero simbolico
costellato di icone: dai tragici Vuelos de la muerte (i voli della
morte) al coraggio delle Madres de Plaza de Mayo. Tra questi spicca la
figura del "Semáforo", un segnale che impone ai visitatori di
fermarsi, riflettere sul passato e "ripartire" con una coscienza
civile rinnovata. Grazie all'uso di QR Code, l'installazione diventa
interattiva, permettendo di ascoltare direttamente la voce di Vera o i
contributi del regista Marco Bechis. La particolarità del progetto
risiede nel ruolo dei ragazzi della 5M, che il 27 gennaio non saranno
semplici spettatori, ma mediatori e guide per gli altri studenti della
scuola. Saranno loro a trasmettere il concetto di "doppia memoria",
spiegando come il dolore possa essere convertito in energia vitale per
la difesa dei diritti umani.
"La nostra sfida — spiegano i giovani promotori — è far sì che la
memoria di Vera non sia solo un punto di arrivo, ma la direzione verso
cui orientare ogni nostro domani".
In un’epoca che rischia l’indifferenza, il "Colonna" risponde con la
partecipazione, dimostrando che la Storia non è un capitolo chiuso nei
libri, ma un monito che cammina sulle gambe dei ragazzi.