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LICEO VITTORIA COLONNA Istituto Statale di Istruzione Superiore - Arezzo
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DI RITORNO DA CRACOVIA, AUSCHWITZ-BIRKENAU E VIENNA

 

Si parte per conoscere un po' del mondo e della sua infinita realtà. Quarantaquattro volti e sorrisi parole, che s'inseguono, perché i pensieri di ciascuno volino liberi nell'aria di festa. È palpabile la voglia di viversela quanto mai, da potersi raccontare, poi, nei giorni troppo anonimi. E quegli occhi che rubano ogni bellezza, la intuiscono con la frenesia instancabile di chi fruga nella vita alla ricerca di uno stupore improvviso, che soddisfi lo sguardo e il cuore. Quegli occhi che, poi, si chiudono nelle palpebre pesanti di ore vissute oltre il tempo, nelle notti a cercarsi, a scoprirsi più grandi di ieri. Una trasgressione da condividere in punta dei piedi, in un sussurro, da raccontare a chi saprà capire.

Si canta per difendersi dal tempo che non ha fretta, mentre i chilometri si accumulano, e con loro la stanchezza, la noia, l'attesa.

Ogni singolo istante diventa l'occasione per capire se sia possibile amarsi un po' di più o meglio nella vita reale degli infiniti giorni a venire.

La gita scolastica, come un'evasione circoscritta tra i libri e gli esami di maturità all'orizzonte diventa un sospiro leggero, un desiderio esaudito e non ancora concluso. 

Si ascoltano le parole commosse della signora che parla del dolore ad Auschwitz-Birkenau, che guida attraverso luoghi disperati a comprendere la desolazione di un male infinito. Si rattristano allora gli sguardi, increduli davanti all'assurdità della storia: la pietà di ognuno potrebbe rompersi se la gioiosità dei loro anni non li richiamasse a vivere.

È bello, poi, lasciarsi consolare dalle luci soffuse di Cracovia, dalle meraviglie imperiali di Vienna e ... cantano, ridono, mangiano, ballano, si regalano souvenir d'amore.

Intanto il tempo vola e arriva la mattina dell'ultimo giorno di gita: eccoli i nostri giovani sonnambuli lasciare in albergo le proprie camere e un po' di sé.

Il pullman percorre le lunghe distanze, mentre tutti, in silenzio, ad occhi chiusi, sognano nel sonno il prossimo viaggio.